Facebook e il Cyberbullismo

immagine facebook cyberbullismo

Scorrendo la home di #Facebook, giusto oggi pomeriggio (dai, proviamo ad essere più precisi nella terminologia e diciamo “scorrendo il nostro news feed = sezione notizie), è apparsa a me e certamente ad altri utenti l’immagine che potete osservare sopra.

Che Facebook stesso si occupi in forma diretta del bullismo online e lo menzioni direttamente con un avviso dedicato, può non rappresentare una sorpresa. Forse, però, per alcuni utenti risulterà una sorpresa che il re dei social network abbia istituito una sua Piattaforma di prevenzione contro il bullismo, accessibile e consultabile da parte di tutti gli utenti cliccando QUI.

La piattaforma di approfondimento risulta articolata in tre sezioni: Adolescenti, Genitori ed Insegnanti. Interessante e dalla vocazione didattica l’idea di consentire il download di schede in pdf realizzate ad hoc.

Per i miei lettori, è possibile scaricare comodamente le schede realizzate da Facebook in materia di bullismo online direttamente cliccando sul link di seguito: http://bit.ly/bullismofacebook. E non dimenticate il mio GALATEO DI MISTER INTERNET PER BAMBINI E RAGAZZI, CHE TROVATE INVECE QUI!

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

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Lettura consigliata per il Primo Maggio


Pur se é giornata di “riposo”, vi regalo un consiglio di #lettura prezioso per chi pensa di conoscere le dinamiche dei #social o…per chi non le conosce per nulla. Ricordate: “se un prodotto o servizio é gratis e diffuso a livello mondiale, il prodotto sei tu”. Complimenti a Focus anche per altri contenuti interessanti: da pag. 53, il racconto dell’universo. Un professionista, si tiene informato anche cosí (e Focus ha la sua app di realtà aumentata, scaricatela ed inquadrate la copertina e le aree segnalate). Buon Primo Maggio! 😉

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

Una carezza e una manciata di bit: lettera aperta alle donne digitali

immagine donna selfie

Una vignetta che, di tanto in tanto, fa capolino sui social media, si interroga su come saranno i ricordi che le nonne “digitali” ci lasceranno, rispetto ad esempio alle immagini che oggetto del ricordo, sino ad oggi. Nel tentativo di spiegare meglio questo concetto, il celebre e pungente sito di humour (talvolta anche colorito) http://www.bastardidentro.it ha pubblicato, sulle sue pagine, l’immagine che vi riporto di seguito:

parodia selfie nonna vecchia e nuova

Ho scelto, di proposito e non me ne vorrete, questo incipit decisamente anti-conformista e fuori dagli schemi per riflettere con voi su come venga utilizzata, ritoccata, pubblicata, a volte svilita la nostra immagine online (con riferimento particolare a quella femminile), proprio dopo un paio di giorni dalla Giornata Internazionale della donna.

Sarebbe stato più semplice celebrare, invece, il fondamentale ruolo della donna nella nostra società (e, ancor più importante, nel quotidiano di ciascuno di noi) con espressioni e parole ricorrenti, ma ho scelto invece di riassumere il mio pensiero in alcuni punti, soffermandomi su quanto accade con regolarità nel #web: protagoniste e destinatarie sono proprio le bambine – ragazze – signore – madri – mogli – compagne – nonne, a cui va la mia carezza digitale condita da un personale grazie e qualche modesto consiglio:

  • abbiate cura delle vostre immagini: non affidatele alla rete con eccessiva leggerezza, non ricercate tramite i social media un facile consenso o supporto, poichè qualcuno vi appoggerà ma altri cercheranno di rivolgervi parole ostili, provocatorie; pubblicate, invece, ciò che vi fa stare davvero bene e che vi fa sorridere!
  • Mantenete offline la vostra intimità, e proteggetela: inviare al partner uno scatto o una clip video intimi non rafforza un rapporto nè lo stuzzica. Ciò che rende maggiormente salda un’unione è la reciproca fiducia, e fiducia è anche sapere che i propri momenti da ricordare sono al sicuro;
  • non pubblicate eccessive immagini con le vostre figlie, nipoti o con le loro amichette (ideale sarebbe non pubblicare scatti con i bambini o le bambine esplicitamente riconoscibili): quello che ai vostri occhi appare come la condivisione di un momento di felicità, agli occhi di alcuni utenti che non esito a definire disgraziati potrà apparire come l’occasione per infatuarsi del viso di una minore o del suo corpo, ed occorre prevenire alla fonte tali comportamenti, senza che neppure possano verificarsi;
  • c’è selfie e selfie! Un autoscatto può rivelarsi piacevole e genuino, ma sta a noi la scelta delle pose, dei luoghi, dei soggetti ritratti insieme a noi. Assicuratevi che dal selfie non trapelino informazioni sensibili quali il civico della vostra abitazione, piuttosto che dettagli privati quali quelli di una stanza;
  • date valore al vostro corpo e alla vostra dignità: mi permetto di consigliare di non pubblicare in rete immagini che possano prestare il fianco ad interpretazioni di dubbio gusto, o possano risultare particolarmente provocanti. Certo, è da rispettare la piena libertà della donna che, in possesso dei requisiti previsti dalla legge quale la maggiore età, ritenga di pubblicare scatti più audaci che non violino la legge stessa. Ma, in tutti i casi, occorre non perdere mai di vista i parametri del buon gusto e del buon senso: in funzione del ruolo che si ricopre nella propria attività professionale, ad esempio, è richiesto un certo grado di continenza, per usare un termine corretto. Io, francamente, la chiamerei in maniera più comune ma comprensibile “soglia di dignità” oltre la quale è bene non scendere mai.

Posto che, e lo considero scontato, tali consigli possono tranquillamente essere applicati per il sesso maschile, teniamo sempre a mente che il nostro essere, tutti, generati da una donna rappresenta la metafora più autentica ed indecifrabile del miracolo della vita. Anche per questo, educhiamo da subito gli uomini di oggi e di domani, ed anche le donne, a rigettare qualsiasi forma di violenza, sia essa fisica o verbale. Progrediamo tutti nella cultura dell’ESEMPIO, e serviamoci – questo sì – anche di uno strumento indispensabile come la rete Internet per diffonderlo.

Andrea Cartotto

 Trainer Andrea

Vi spiego perchè usare Internet con approssimazione non ha senso

immagine internet e e-commerce

Secondo una fonte attendibile come l’osservatorio indipendente Audiweb, che ha recentemente rilasciato i dati relativi al consumo di Internet – in Italia – relativi ad ottobre 2017 (quella che in gergo viene definita “digital audience”), in quel mese gli utenti unici sono stati circa 33,1 milioni.
Il 78,5 % consulta Internet da un qualunque dispositivo mobile, relegando la fruizione dal computer al 21,5 %.
Questo, che cosa significa? Che il web, ormai, è a portata di tasca e a tutti gli effetti può definirsi un servizio universale, al pari dell’acqua. Questo, infatti, è l’esempio che faccio a bambini e ragazzi di moltissimi istituti scolastici liguri, quando ho il privilegio di incontrarli per parlare loro della vita quotidiana, sempre più digitale, e di come sia indispensabile la conoscenza per godere delle tante opportunità offerte proprio dalla grande rete. Chi dice, a priori, che Internet sia pericolosa mente. Anzi, pecca di superficialità, poiché Internet è neutra per definizione. Pensiamo per un attimo al funzionamento del motore di ricerca più noto al mondo: Google.
Noi inseriamo all’interno di una casella di ricerca alcune parole chiave, preferibilmente separate dallo spazio, avviamo la ricerca e Google – tramite calcoli complessi e fulminei – dopo aver scandagliato la rete ci restituisce quelli che, secondo lui, sono i risultati più pertinenti.
Ecco, quindi, che possiamo desumere una delle regole principali per usare consapevolmente Internet per documentarci o per approfondimenti: prima di prendere i suoi risultati per oro colato, abituiamoci ad aprire e confrontare almeno tre dei risultati presenti in prima pagina, dopo aver effettuato una ricerca. Facendo una comparazione delle informazioni che troveremo, potremo ricavare una informazione che, almeno, risulti più aderente possibile alla nostra ricerca e alla verità.
Nel 2018, abbracciare la cultura del proibizionismo credendo di tenersi alla larga dai pericoli del web risulta davvero anacronistico. Ecco perché diviene fondamentale conoscerne le dinamiche e disporsi ad apprendere, con curiosità, per trarne il massimo profitto.
Vorrei ragionare con i lettori sul timore psicologico di alcuni, tra noi, nell’effettuare acquisti in rete: “e se poi non arriva ciò che ho ordinato? Se prendono più soldi del dovuto? E se…” I quesiti potrebbero andare avanti a lungo, ed è per questo che desidero condividere alcune regole basilari e pratiche per operare con fiducia sul web.
Utilizzare una carta di credito rigorosamente ricaricabile appartenente ai circuiti Visa o Mastercard rappresenta una prima e largamente riconosciuta tranquillità. In seconda battuta, proprio perché ho illustrato alcune righe sopra come il funzionamento di Google sia affidato a calcoli “non umani”, consiglio sempre di visitare anzitutto siti web dalla comprovata affidabilità nell’ambito del commercio elettronico. Ormai, il colosso Amazon è entrato a far parte del lessico comune e delle abitudini di molte famiglie italiane: questo, proprio perché ha saputo costruire nel tempo una efficace reputazione digitale in tema di gestione dei pagamenti, politica dei prezzi, spedizioni e resi efficaci. Una buona soluzione, quindi, potrebbe essere cercare dapprima tra le sue pagine il prodotto da noi prescelto, senza ricorrere ad una ricerca generica su Google. Inoltre, a tutela del commercio al dettaglio e dei tanti operatori che, quotidianamente, offrono un servizio di qualità presso i loro punti vendita sul territorio, occorre ribadire che il risparmio ottenibile tramite un acquisto elettronico può risultare tale dal punto di vista del portafoglio ma non in termini di tempo. E’ buona norma, infatti, leggere con attenzione i dettagli riportati sulle schede online di ogni prodotto che intendiamo acquistare: statisticamente, una lettura accurata e non frettolosa dei dettagli di un prodotto (ad esempio materiale di cui è composto, eventualmente colori o taglie se si tratta di abbigliamento, consigli del venditore, tempi e costi di spedizione) può abbattere di circa il 90 % gli inconvenienti in cui è possibile incappare. Aggiungiamo, a quanto descritto, che è sempre buona norma effettuare un acquisto in Italia, o almeno nel raggio d’azione della Comunità Europea.
Per educare, sin dalla più tenera età, i nostri figli alle regole basilari di “convivenza” e tutela – degli adulti, ma soprattutto dei minori – su Internet, da anni con alcuni stimati professionisti e compagni di avventura come l’Avvocato Marco Todaro e la Psicologa Katya Iannucci ci rechiamo in moltissimi Istituti Scolastici liguri, di ogni ordine e grado, per formare su questi temi famiglie e docenti che ci onorano, in ogni località, di importanti presenze e riscontri. La legge, offre necessarie e chiare norme per regolamentare, a sua volta, i comportamenti che con troppa leggerezza rischiamo di porre in essere mediante la rete ed i social media come facebook (sì, media come plurale latino, perché si tratta di mezzi di comunicazione); la psicologia indaga su come la nostra mente si faccia influenzare e tenda a distinguere la vita online con quella offline, mentre si tratta sempre e solo di vita reale; la tecnologia ci viene incontro con strumenti e risorse, spesso gratuite, che opportunamente impiegate e conosciute da tutti gli utenti della rete possono rappresentare un baluardo sicuro per godere, davvero, della bellezza che Internet ci mette a disposizione, ogni giorno.
Per i bambini ed i ragazzi – ma scoprirete che è consigliata la lettura anche agli adulti – è disponibile gratuitamente, in formato digitale, una doppia versione del “Galateo per Internet” che ho ideato e scritto pensato proprio alle loro esigenze e al loro linguaggio. E’ possibile consultarlo e scaricarlo semplicemente digitando, nella barra degli indirizzi del proprio programma di navigazione (il cosiddetto browser) http://bit.ly/galateointernet.
Da Sanremo e da Sanremese, una piccola guida che mi riempie di orgoglio e che viene utilizzata in molti Istituti Scolastici d’Italia, con il Patrocinio della Fondazione Franchi, dell’Unicef Liguria e del Club per l’Unesco di Sanremo.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

Come la penso sull’uso dello smartphone in classe

esempio uso smartphone alunna

 

Alla luce della recente intervista rilasciata dalla Ministra Fedeli (l’articolo del quotidiano “La Repubblica”, qui), e su segnalazione dell’amico e collega docente del Veneto, Giovanni Benetti, prendo la parola su un tema attualissimo. In veritá, é giá stato scritto tutto ed il contrario di tutto sul tema dell’uso dello #smartphone in classe, e mi voglio unire al dibattito rimarcando solo alcuni concetti: 1) é pacifico che gli alunni abbiano, con sé il telefono in classe; 2) il docente non puó e non deve passare il suo tempo a fare il “cane da guardia” per controllare cosa accada con i vari smartphone; 3) smartphone e tablet, usati nella maniera adeguata, rappresentano uno strumento digitale in grado di potenziare la normale didattica. E, allora, che si fa? I genitori, comincino a responsabilizzare i figli nelle case, dove il telefono viene usato praticamente senza alcun controllo e, a seguire comprendano e siano di aiuto ai docenti. L’Istituto puó aiutarsi con una manleva, che sgravi i docenti da responsabilitá specifiche, ovvero: se tu, alunno, porti il telefono in classe, devi averne cura ed utilizzarlo secondo le indicazioni del docente, altrimenti sei libero di non portarlo con te. E per la Didattica? Con adeguata #formazione, seria, di docenti, studenti e genitori, lo smartphone puó divenire formidabile strumento per suscitare curiositá, offrire stimoli, approfondire, comunicare. Con risorse selezionate, adeguate, mirate. Idem il tablet, che anzi ancor piú si presta, all’interno di cl@ssi 2.0. Quindi…Il dibattito, forse, poteva essere evitato. O forse no, se serve a chiarire alcuni punti che, altrimenti, ingenerano solo confusione. L’equazione perfetta prevede sempre TECNOLOGIA e CERVELLO. Occorre fare attenzione che, come si scarica la batteria dello smartphone, non si scarichi quello. Lí, sarebbero dolori.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

 

I diversi tipi di bufale su #internet

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Su www.valigiablu.it, efficace sito di giornalismo digitale, è apparsa l’immagine che riproduco qui sopra in merito al fenomeno attualissimo della “disinformazione in internet” e delle bufale che, ciclicamente, appaiono su web, social e programmi di messaggistica immediata come whatsapp. Chi mi segue, sa che da tempo conduco la mia personale “battaglia” professionale proprio contro le bufale (vedi il mio precedente articolo, cliccando QUI, con un buon consiglio per riconoscere le cosiddette fake news), e devo dire che i 7 modi di disinformare descritti nell’immagine sintetizzano perfettamente gli scenari digitali in cui tutti noi ci possiamo trovare, e in cui non dobbiamo cadere.

Teneteli dunque a mente, date un’altra letta a questo mio post e…mi raccomando, occhio a dove piazzate il mouse (o le dita, nel caso in cui utilizziate in prevalenza dispositivi mobili)! 😉

 Andrea Cartotto

 Trainer Andrea

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