Facebook e il Cyberbullismo

immagine facebook cyberbullismo

Scorrendo la home di #Facebook, giusto oggi pomeriggio (dai, proviamo ad essere più precisi nella terminologia e diciamo “scorrendo il nostro news feed = sezione notizie), è apparsa a me e certamente ad altri utenti l’immagine che potete osservare sopra.

Che Facebook stesso si occupi in forma diretta del bullismo online e lo menzioni direttamente con un avviso dedicato, può non rappresentare una sorpresa. Forse, però, per alcuni utenti risulterà una sorpresa che il re dei social network abbia istituito una sua Piattaforma di prevenzione contro il bullismo, accessibile e consultabile da parte di tutti gli utenti cliccando QUI.

La piattaforma di approfondimento risulta articolata in tre sezioni: Adolescenti, Genitori ed Insegnanti. Interessante e dalla vocazione didattica l’idea di consentire il download di schede in pdf realizzate ad hoc.

Per i miei lettori, è possibile scaricare comodamente le schede realizzate da Facebook in materia di bullismo online direttamente cliccando sul link di seguito: http://bit.ly/bullismofacebook. E non dimenticate il mio GALATEO DI MISTER INTERNET PER BAMBINI E RAGAZZI, CHE TROVATE INVECE QUI!

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

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La domenica delle Palme 2.0: nulla è cambiato?

simbolo domenica delle palme

Da Sanremese, sono affezionato alla Domenica delle Palme anche per una ragione che affonda le sue radici nella storia. Non è infatti un caso che, ogni anno, i “parmureli” – foglie di palma sapientemente intrecciate a mano – vengano forniti al Santo Padre per la celebrazione proprio dai floricoltori della città di Sanremo. Chi non conoscesse l’episodio a cui faccio riferimento, può agevolmente leggerlo qui, di seguito: https://bit.ly/2G9bP0F.

Una breve e laica riflessione su questa domenica, lasciandone altri profili di analisi a chi conosce a fondo Teologia e Sacre Scritture e, dunque, ha pieno titolo di parlare o scrivere dell’argomento, voglio però proporla qui. Mai come oggi, mi sento di ravvisare nel Vangelo parole di modernità, attuali e persino aderenti alla vita #digitale che ormai, tutti noi, stiamo affrontando.

I social media, Facebook in testa, mi ricordano mediante alcuni comportamenti dei loro utenti quella folla tumultuosa che osserva Gesù mentre viene condotto da Pilato, e alla stessa folla viene chiesto di “decidere” quale sorte debba toccare ad un uomo: vi viene forse in mente qualche analogia con i fatti di cronaca proposti, regolarmente, ogni giorno?

Mi pare anche che il Vangelo racconti degli haters,  “passanti” del web il cui unico scopo è attaccare o denigrare senza alcuna finalità, così come passanti erano coloro che, dinnanzi a Gesù, lo schernivano invitandolo a salvarsi scendendo dalla croce.

I sommi sacerdoti, mi paiono assimilabili a talune alte cariche della società civile che, forse abusando del delicato ruolo da loro ricoperto, affidano ormai a media tradizionali riflessioni o espressioni di propaganda senza aver accuratamente soppesato le parole scelte. E, come sono solito ripetere ai ragazzi quando ci troviamo in classe, noi siamo sempre responsabili delle nostre parole nel momento esatto in cui abbiamo premuto un tasto “invio” o “pubblica”, essendo altrettanto responsabili dell’analisi, che dovremmo sempre fare, di come tali parole possano essere accolte dal destinatario di turno.

Il Centurione incarna, forse, il nostro stupore quando ci rendiamo conto di aver alimentato o fomentato il seguito dinnanzi alle fake news, rendendoci conto con imbarazzo dell’errore commesso laddove intervengano un altro utente o una fonte certa a rivelarci la verità.

In ultimo, Giuseppe d’Arimatea rappresenta probabilmente ciascuno di noi, nel momento in cui ricordiamo che è possibile – ed anzi, un dovere morale – provare pietà cristiana per chi è debole, in un momento di difficoltà, senza difese o forze. Ecco, compiendo una non semplice e forse azzardata analogia, laddove si sviluppino episodi di cyberbullismo – nel caso dei ragazzi – o molestie – nel caso degli adulti -, sarebbe bello che per ciascun caso un Giuseppe intervenisse non ad avere pietà di un corpo esanime, ma ad avere il coraggio di distinguersi dalla massa prendendo le parti o le difese di chi, per mille ragioni, in un dato momento della sua vita non ha la forza di farlo.

Che si sia credenti o meno, il testo integrale a cui faccio riferimento (dal Vangelo di Marco) è consultabile cliccando QUI.

Comprendo di aver proposto, sopra, un post particolare: chiamatela deformazione professionale, o forse è una forma di lateral thinking, ma mi piaceva l’idea di condividere un mio pensiero scritto “di pancia”, che idealmente a distanza si raccordasse con uno dei primi blogger che la storia ci abbiamo consegnato: un evangelista.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

 

 

 

Una carezza e una manciata di bit: lettera aperta alle donne digitali

immagine donna selfie

Una vignetta che, di tanto in tanto, fa capolino sui social media, si interroga su come saranno i ricordi che le nonne “digitali” ci lasceranno, rispetto ad esempio alle immagini che oggetto del ricordo, sino ad oggi. Nel tentativo di spiegare meglio questo concetto, il celebre e pungente sito di humour (talvolta anche colorito) http://www.bastardidentro.it ha pubblicato, sulle sue pagine, l’immagine che vi riporto di seguito:

parodia selfie nonna vecchia e nuova

Ho scelto, di proposito e non me ne vorrete, questo incipit decisamente anti-conformista e fuori dagli schemi per riflettere con voi su come venga utilizzata, ritoccata, pubblicata, a volte svilita la nostra immagine online (con riferimento particolare a quella femminile), proprio dopo un paio di giorni dalla Giornata Internazionale della donna.

Sarebbe stato più semplice celebrare, invece, il fondamentale ruolo della donna nella nostra società (e, ancor più importante, nel quotidiano di ciascuno di noi) con espressioni e parole ricorrenti, ma ho scelto invece di riassumere il mio pensiero in alcuni punti, soffermandomi su quanto accade con regolarità nel #web: protagoniste e destinatarie sono proprio le bambine – ragazze – signore – madri – mogli – compagne – nonne, a cui va la mia carezza digitale condita da un personale grazie e qualche modesto consiglio:

  • abbiate cura delle vostre immagini: non affidatele alla rete con eccessiva leggerezza, non ricercate tramite i social media un facile consenso o supporto, poichè qualcuno vi appoggerà ma altri cercheranno di rivolgervi parole ostili, provocatorie; pubblicate, invece, ciò che vi fa stare davvero bene e che vi fa sorridere!
  • Mantenete offline la vostra intimità, e proteggetela: inviare al partner uno scatto o una clip video intimi non rafforza un rapporto nè lo stuzzica. Ciò che rende maggiormente salda un’unione è la reciproca fiducia, e fiducia è anche sapere che i propri momenti da ricordare sono al sicuro;
  • non pubblicate eccessive immagini con le vostre figlie, nipoti o con le loro amichette (ideale sarebbe non pubblicare scatti con i bambini o le bambine esplicitamente riconoscibili): quello che ai vostri occhi appare come la condivisione di un momento di felicità, agli occhi di alcuni utenti che non esito a definire disgraziati potrà apparire come l’occasione per infatuarsi del viso di una minore o del suo corpo, ed occorre prevenire alla fonte tali comportamenti, senza che neppure possano verificarsi;
  • c’è selfie e selfie! Un autoscatto può rivelarsi piacevole e genuino, ma sta a noi la scelta delle pose, dei luoghi, dei soggetti ritratti insieme a noi. Assicuratevi che dal selfie non trapelino informazioni sensibili quali il civico della vostra abitazione, piuttosto che dettagli privati quali quelli di una stanza;
  • date valore al vostro corpo e alla vostra dignità: mi permetto di consigliare di non pubblicare in rete immagini che possano prestare il fianco ad interpretazioni di dubbio gusto, o possano risultare particolarmente provocanti. Certo, è da rispettare la piena libertà della donna che, in possesso dei requisiti previsti dalla legge quale la maggiore età, ritenga di pubblicare scatti più audaci che non violino la legge stessa. Ma, in tutti i casi, occorre non perdere mai di vista i parametri del buon gusto e del buon senso: in funzione del ruolo che si ricopre nella propria attività professionale, ad esempio, è richiesto un certo grado di continenza, per usare un termine corretto. Io, francamente, la chiamerei in maniera più comune ma comprensibile “soglia di dignità” oltre la quale è bene non scendere mai.

Posto che, e lo considero scontato, tali consigli possono tranquillamente essere applicati per il sesso maschile, teniamo sempre a mente che il nostro essere, tutti, generati da una donna rappresenta la metafora più autentica ed indecifrabile del miracolo della vita. Anche per questo, educhiamo da subito gli uomini di oggi e di domani, ed anche le donne, a rigettare qualsiasi forma di violenza, sia essa fisica o verbale. Progrediamo tutti nella cultura dell’ESEMPIO, e serviamoci – questo sì – anche di uno strumento indispensabile come la rete Internet per diffonderlo.

Andrea Cartotto

 Trainer Andrea

La stupidità delle fake (fasulle) news

A titolo prudenziale, per la data di domani – 8 gennaio 2018 – il Sindaco della mia città, Sanremo, ha ritenuto di firmare un’ordinanza di chiusura scuole a seguito dello stato di allerta meteo emanato dalla Protezione Civile.

Poichè siamo, come ricordato prima, nel 2018, per veicolare quanto più possibile la comunicazione ai cittadini si è servito anche della sua pagina ufficiale su #facebook, regolarmente gestita. Proprio poco fa, consultando la home del noto social network e scorrendo vari posts mi sono imbattuto in questo, che vi riporto sotto forma di cattura schermo (clic sull’immagine per ingrandire):

screenshot post fake alberto biancheri

In sintesi, un soggetto ancora in fase di individuazione ha pensato di bene di ricreare – molto probabilmente con un noto programma di ritocco digitale – un post fasullo, spacciandosi per il Sindaco di Sanremo, ritrattando la chiusura scuole disposta poco prima dal Sindaco, quello vero.

Purtroppo, data la cultura digitale media del nostro paese tristemente bassa, tale comunicato sciagurato pare abbia iniziato a circolare – sotto forma di screenshot (post immortalato come immagine) – all’interno di facebook e messenger, creando confusione tra utenti e cittadini sanremesi, coinvolti anche come genitori. “Che fare? Prima il Sindaco scrive che le scuole sono chiuse, poi dopo non molto tempo ci ripensa e le scuole dunque tornano magicamente aperte? Cosa facciamo con nostro figlio, lo mandiamo regolarmente in classe o meno?”

E’ dovuto intervenire Alberto Biancheri (sempre l’originale, il Sindaco eletto e non lo sciocco emulatore), per fare un po’ di chiarezza e portare all’attenzione la bufala bella e buona con un post smascherante, pubblicato sempre sulla sua pagina ufficiale. Ebbene: si fa un gran parlare di fake news, le notizie spazzatura, e qui sicuramente di “scarto digitale” stiamo parlando. Pensiamo, per un attimo, a come sia facile creare confusione all’interno della grande rete “internet” e a seminare il dubbio all’interno del regolare svolgimento delle attività quotidiane, ad esempio, di una città. Eppure, la bonifica del web parte sempre e solo da noi: dai nostri comportamenti virtuosi, dal non essere precipitosi di fronte ad una tastiera o allo schermo di uno smartphone, dal non avere sempre dannatamente fretta.

Così, è nata la mia riflessione pubblicata, giusto un’ora fa sul mio profilo facebook e sul gruppo cittadino di Sanremo. Che ne pensate?

Non ero al corrente di questo sgradevole falso, segnalato dal Sindaco di #Sanremo Alberto Biancheri, ma – deformazione professionale – questo mi consente di di ritornare sul tema dell’uso improprio di #internet e dei #social, da parte di qualche “utonto”. Come sono solito ripetere in classe, ai ragazzi, ma anche a docenti ed adulti, siamo noi ad inquinare il #web con i nostri scritti di getto, le parole poco o per nulla pesate, la lingua italiana maltrattata, il facile discredito gettato anche su chi non si conosce al grido di “tutti ladri”, se poi si tira in ballo la politica o la gestione, in generale, della res publica. Insomma, dovrebbero prevalere senso civico ed #educazionedigitale ma, se proprio per qualcuno debbono restare in un cassetto, che almeno si osservi un dignitoso silenzio. #trainerandrea#formazione#netiquette

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

Auguri “analogici” a voi, amici “digitali”! Buon Natale!

babbo natale andrea

In questa insolita veste, a cura della mia (ormai) caricaturista ufficiale dalla fantasia senza fine, vi auguro un sereno #Natale!

Solo per oggi, al posto della mia compagna di lavoro l.i.m., nelle classi, è tornata la consueta lavagna; però potete notare quanti doni vi ho portato!

Sui miei profili social, ho scelto di esprimermi con queste parole, e le riporto anche qui:

Oggi, la Vigilia di Natale mi riporta ad una dimensione meno frenetica rispetto al quotidiano, e piú riflessiva. Mi ritrovo a pensare al presente, ma anche al passato e al futuro, e penso alla magia che il #Natale rappresenta per i bambini: una gioia non solo materiale ma costituita di colori, profumi, cibi buoni da mangiare, e gli affetti tutti per loro o quasi.
Ai piccoli, e a noi grandi oltre che a me stesso, auguro una vita dove la luce sia protagonista, come nel Natale: la laicitá delle strade e dell’albero luminosi e la cristianitá millenaria di una grotta in cui tutto nasce proprio da un bimbo, mentre la grotta stessa viene rischiarata. A TUTTI VOI, QUESTO AUGURIO MEDITATO E SCRITTO SPONTANEAMENTE, con un sorriso per chi é solo, ammalato, e per chi sará impegnato in un turno di lavoro. +++Chiudiamo con un altro sorriso: portate nelle vostre case un #cartotto4christmas! (Grazie alla ormai inarrestabile fantasia della misteriosa caricaturista)!+++ 

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

Come la penso sull’uso dello smartphone in classe

esempio uso smartphone alunna

 

Alla luce della recente intervista rilasciata dalla Ministra Fedeli (l’articolo del quotidiano “La Repubblica”, qui), e su segnalazione dell’amico e collega docente del Veneto, Giovanni Benetti, prendo la parola su un tema attualissimo. In veritá, é giá stato scritto tutto ed il contrario di tutto sul tema dell’uso dello #smartphone in classe, e mi voglio unire al dibattito rimarcando solo alcuni concetti: 1) é pacifico che gli alunni abbiano, con sé il telefono in classe; 2) il docente non puó e non deve passare il suo tempo a fare il “cane da guardia” per controllare cosa accada con i vari smartphone; 3) smartphone e tablet, usati nella maniera adeguata, rappresentano uno strumento digitale in grado di potenziare la normale didattica. E, allora, che si fa? I genitori, comincino a responsabilizzare i figli nelle case, dove il telefono viene usato praticamente senza alcun controllo e, a seguire comprendano e siano di aiuto ai docenti. L’Istituto puó aiutarsi con una manleva, che sgravi i docenti da responsabilitá specifiche, ovvero: se tu, alunno, porti il telefono in classe, devi averne cura ed utilizzarlo secondo le indicazioni del docente, altrimenti sei libero di non portarlo con te. E per la Didattica? Con adeguata #formazione, seria, di docenti, studenti e genitori, lo smartphone puó divenire formidabile strumento per suscitare curiositá, offrire stimoli, approfondire, comunicare. Con risorse selezionate, adeguate, mirate. Idem il tablet, che anzi ancor piú si presta, all’interno di cl@ssi 2.0. Quindi…Il dibattito, forse, poteva essere evitato. O forse no, se serve a chiarire alcuni punti che, altrimenti, ingenerano solo confusione. L’equazione perfetta prevede sempre TECNOLOGIA e CERVELLO. Occorre fare attenzione che, come si scarica la batteria dello smartphone, non si scarichi quello. Lí, sarebbero dolori.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

 

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