Whatsapp ed il limite di etá: una moderna barzelletta


Avrete ascoltato o letto lo pseudo-dibattito circa l’etá da innalzare per l’uso di #whatsapp. Bene, ecco dunque come si presenta il temibile controllo con l’ultimo aggiornamento della app, in questo caso facendo riferimento alla versione per #Android. É sufficiente un tocco sul quadratino, che naturalmente puó compiere chiunque. Ecco, quindi, perché credo fortemente nel mio lavoro e di quello di tanti insegnanti: educare al #digitale significa educare comportamenti ed azioni, prima di qualunque filtro tecnologico.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

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La domenica delle Palme 2.0: nulla è cambiato?

simbolo domenica delle palme

Da Sanremese, sono affezionato alla Domenica delle Palme anche per una ragione che affonda le sue radici nella storia. Non è infatti un caso che, ogni anno, i “parmureli” – foglie di palma sapientemente intrecciate a mano – vengano forniti al Santo Padre per la celebrazione proprio dai floricoltori della città di Sanremo. Chi non conoscesse l’episodio a cui faccio riferimento, può agevolmente leggerlo qui, di seguito: https://bit.ly/2G9bP0F.

Una breve e laica riflessione su questa domenica, lasciandone altri profili di analisi a chi conosce a fondo Teologia e Sacre Scritture e, dunque, ha pieno titolo di parlare o scrivere dell’argomento, voglio però proporla qui. Mai come oggi, mi sento di ravvisare nel Vangelo parole di modernità, attuali e persino aderenti alla vita #digitale che ormai, tutti noi, stiamo affrontando.

I social media, Facebook in testa, mi ricordano mediante alcuni comportamenti dei loro utenti quella folla tumultuosa che osserva Gesù mentre viene condotto da Pilato, e alla stessa folla viene chiesto di “decidere” quale sorte debba toccare ad un uomo: vi viene forse in mente qualche analogia con i fatti di cronaca proposti, regolarmente, ogni giorno?

Mi pare anche che il Vangelo racconti degli haters,  “passanti” del web il cui unico scopo è attaccare o denigrare senza alcuna finalità, così come passanti erano coloro che, dinnanzi a Gesù, lo schernivano invitandolo a salvarsi scendendo dalla croce.

I sommi sacerdoti, mi paiono assimilabili a talune alte cariche della società civile che, forse abusando del delicato ruolo da loro ricoperto, affidano ormai a media tradizionali riflessioni o espressioni di propaganda senza aver accuratamente soppesato le parole scelte. E, come sono solito ripetere ai ragazzi quando ci troviamo in classe, noi siamo sempre responsabili delle nostre parole nel momento esatto in cui abbiamo premuto un tasto “invio” o “pubblica”, essendo altrettanto responsabili dell’analisi, che dovremmo sempre fare, di come tali parole possano essere accolte dal destinatario di turno.

Il Centurione incarna, forse, il nostro stupore quando ci rendiamo conto di aver alimentato o fomentato il seguito dinnanzi alle fake news, rendendoci conto con imbarazzo dell’errore commesso laddove intervengano un altro utente o una fonte certa a rivelarci la verità.

In ultimo, Giuseppe d’Arimatea rappresenta probabilmente ciascuno di noi, nel momento in cui ricordiamo che è possibile – ed anzi, un dovere morale – provare pietà cristiana per chi è debole, in un momento di difficoltà, senza difese o forze. Ecco, compiendo una non semplice e forse azzardata analogia, laddove si sviluppino episodi di cyberbullismo – nel caso dei ragazzi – o molestie – nel caso degli adulti -, sarebbe bello che per ciascun caso un Giuseppe intervenisse non ad avere pietà di un corpo esanime, ma ad avere il coraggio di distinguersi dalla massa prendendo le parti o le difese di chi, per mille ragioni, in un dato momento della sua vita non ha la forza di farlo.

Che si sia credenti o meno, il testo integrale a cui faccio riferimento (dal Vangelo di Marco) è consultabile cliccando QUI.

Comprendo di aver proposto, sopra, un post particolare: chiamatela deformazione professionale, o forse è una forma di lateral thinking, ma mi piaceva l’idea di condividere un mio pensiero scritto “di pancia”, che idealmente a distanza si raccordasse con uno dei primi blogger che la storia ci abbiamo consegnato: un evangelista.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

 

 

 

Una carezza e una manciata di bit: lettera aperta alle donne digitali

immagine donna selfie

Una vignetta che, di tanto in tanto, fa capolino sui social media, si interroga su come saranno i ricordi che le nonne “digitali” ci lasceranno, rispetto ad esempio alle immagini che oggetto del ricordo, sino ad oggi. Nel tentativo di spiegare meglio questo concetto, il celebre e pungente sito di humour (talvolta anche colorito) http://www.bastardidentro.it ha pubblicato, sulle sue pagine, l’immagine che vi riporto di seguito:

parodia selfie nonna vecchia e nuova

Ho scelto, di proposito e non me ne vorrete, questo incipit decisamente anti-conformista e fuori dagli schemi per riflettere con voi su come venga utilizzata, ritoccata, pubblicata, a volte svilita la nostra immagine online (con riferimento particolare a quella femminile), proprio dopo un paio di giorni dalla Giornata Internazionale della donna.

Sarebbe stato più semplice celebrare, invece, il fondamentale ruolo della donna nella nostra società (e, ancor più importante, nel quotidiano di ciascuno di noi) con espressioni e parole ricorrenti, ma ho scelto invece di riassumere il mio pensiero in alcuni punti, soffermandomi su quanto accade con regolarità nel #web: protagoniste e destinatarie sono proprio le bambine – ragazze – signore – madri – mogli – compagne – nonne, a cui va la mia carezza digitale condita da un personale grazie e qualche modesto consiglio:

  • abbiate cura delle vostre immagini: non affidatele alla rete con eccessiva leggerezza, non ricercate tramite i social media un facile consenso o supporto, poichè qualcuno vi appoggerà ma altri cercheranno di rivolgervi parole ostili, provocatorie; pubblicate, invece, ciò che vi fa stare davvero bene e che vi fa sorridere!
  • Mantenete offline la vostra intimità, e proteggetela: inviare al partner uno scatto o una clip video intimi non rafforza un rapporto nè lo stuzzica. Ciò che rende maggiormente salda un’unione è la reciproca fiducia, e fiducia è anche sapere che i propri momenti da ricordare sono al sicuro;
  • non pubblicate eccessive immagini con le vostre figlie, nipoti o con le loro amichette (ideale sarebbe non pubblicare scatti con i bambini o le bambine esplicitamente riconoscibili): quello che ai vostri occhi appare come la condivisione di un momento di felicità, agli occhi di alcuni utenti che non esito a definire disgraziati potrà apparire come l’occasione per infatuarsi del viso di una minore o del suo corpo, ed occorre prevenire alla fonte tali comportamenti, senza che neppure possano verificarsi;
  • c’è selfie e selfie! Un autoscatto può rivelarsi piacevole e genuino, ma sta a noi la scelta delle pose, dei luoghi, dei soggetti ritratti insieme a noi. Assicuratevi che dal selfie non trapelino informazioni sensibili quali il civico della vostra abitazione, piuttosto che dettagli privati quali quelli di una stanza;
  • date valore al vostro corpo e alla vostra dignità: mi permetto di consigliare di non pubblicare in rete immagini che possano prestare il fianco ad interpretazioni di dubbio gusto, o possano risultare particolarmente provocanti. Certo, è da rispettare la piena libertà della donna che, in possesso dei requisiti previsti dalla legge quale la maggiore età, ritenga di pubblicare scatti più audaci che non violino la legge stessa. Ma, in tutti i casi, occorre non perdere mai di vista i parametri del buon gusto e del buon senso: in funzione del ruolo che si ricopre nella propria attività professionale, ad esempio, è richiesto un certo grado di continenza, per usare un termine corretto. Io, francamente, la chiamerei in maniera più comune ma comprensibile “soglia di dignità” oltre la quale è bene non scendere mai.

Posto che, e lo considero scontato, tali consigli possono tranquillamente essere applicati per il sesso maschile, teniamo sempre a mente che il nostro essere, tutti, generati da una donna rappresenta la metafora più autentica ed indecifrabile del miracolo della vita. Anche per questo, educhiamo da subito gli uomini di oggi e di domani, ed anche le donne, a rigettare qualsiasi forma di violenza, sia essa fisica o verbale. Progrediamo tutti nella cultura dell’ESEMPIO, e serviamoci – questo sì – anche di uno strumento indispensabile come la rete Internet per diffonderlo.

Andrea Cartotto

 Trainer Andrea

La stupidità delle fake (fasulle) news

A titolo prudenziale, per la data di domani – 8 gennaio 2018 – il Sindaco della mia città, Sanremo, ha ritenuto di firmare un’ordinanza di chiusura scuole a seguito dello stato di allerta meteo emanato dalla Protezione Civile.

Poichè siamo, come ricordato prima, nel 2018, per veicolare quanto più possibile la comunicazione ai cittadini si è servito anche della sua pagina ufficiale su #facebook, regolarmente gestita. Proprio poco fa, consultando la home del noto social network e scorrendo vari posts mi sono imbattuto in questo, che vi riporto sotto forma di cattura schermo (clic sull’immagine per ingrandire):

screenshot post fake alberto biancheri

In sintesi, un soggetto ancora in fase di individuazione ha pensato di bene di ricreare – molto probabilmente con un noto programma di ritocco digitale – un post fasullo, spacciandosi per il Sindaco di Sanremo, ritrattando la chiusura scuole disposta poco prima dal Sindaco, quello vero.

Purtroppo, data la cultura digitale media del nostro paese tristemente bassa, tale comunicato sciagurato pare abbia iniziato a circolare – sotto forma di screenshot (post immortalato come immagine) – all’interno di facebook e messenger, creando confusione tra utenti e cittadini sanremesi, coinvolti anche come genitori. “Che fare? Prima il Sindaco scrive che le scuole sono chiuse, poi dopo non molto tempo ci ripensa e le scuole dunque tornano magicamente aperte? Cosa facciamo con nostro figlio, lo mandiamo regolarmente in classe o meno?”

E’ dovuto intervenire Alberto Biancheri (sempre l’originale, il Sindaco eletto e non lo sciocco emulatore), per fare un po’ di chiarezza e portare all’attenzione la bufala bella e buona con un post smascherante, pubblicato sempre sulla sua pagina ufficiale. Ebbene: si fa un gran parlare di fake news, le notizie spazzatura, e qui sicuramente di “scarto digitale” stiamo parlando. Pensiamo, per un attimo, a come sia facile creare confusione all’interno della grande rete “internet” e a seminare il dubbio all’interno del regolare svolgimento delle attività quotidiane, ad esempio, di una città. Eppure, la bonifica del web parte sempre e solo da noi: dai nostri comportamenti virtuosi, dal non essere precipitosi di fronte ad una tastiera o allo schermo di uno smartphone, dal non avere sempre dannatamente fretta.

Così, è nata la mia riflessione pubblicata, giusto un’ora fa sul mio profilo facebook e sul gruppo cittadino di Sanremo. Che ne pensate?

Non ero al corrente di questo sgradevole falso, segnalato dal Sindaco di #Sanremo Alberto Biancheri, ma – deformazione professionale – questo mi consente di di ritornare sul tema dell’uso improprio di #internet e dei #social, da parte di qualche “utonto”. Come sono solito ripetere in classe, ai ragazzi, ma anche a docenti ed adulti, siamo noi ad inquinare il #web con i nostri scritti di getto, le parole poco o per nulla pesate, la lingua italiana maltrattata, il facile discredito gettato anche su chi non si conosce al grido di “tutti ladri”, se poi si tira in ballo la politica o la gestione, in generale, della res publica. Insomma, dovrebbero prevalere senso civico ed #educazionedigitale ma, se proprio per qualcuno debbono restare in un cassetto, che almeno si osservi un dignitoso silenzio. #trainerandrea#formazione#netiquette

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

Il 28 novembre, con Unicef, la mia lezione contro il Cyberbullismo

lezione cartotto corso unicef 28 novembre 2017 ore 17 Sanremo

Poiché ormai é ufficiale, segnalo in particolare agli amici docenti che il 28 novembre, con inizio alle ore 17 presso la Scuola Secondaria di I Grado “Pascoli” di Sanremo (lieto di essere ad un evento nella mia cittá), interverró come relatore al corso per formare Esperti Garanti Unicef, nella mia veste di docente incaricato dalla Fondazione Franchi. Ringrazio il Comitato Unicef, nella persona della sua Presidente Colomba Tirari, e tutti coloro che interverranno. Per info ed ulteriori iscrizioni: mail a comitato.imperia@unicef.it.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

I diversi tipi di bufale su #internet

7modididisinformare_vb

Su www.valigiablu.it, efficace sito di giornalismo digitale, è apparsa l’immagine che riproduco qui sopra in merito al fenomeno attualissimo della “disinformazione in internet” e delle bufale che, ciclicamente, appaiono su web, social e programmi di messaggistica immediata come whatsapp. Chi mi segue, sa che da tempo conduco la mia personale “battaglia” professionale proprio contro le bufale (vedi il mio precedente articolo, cliccando QUI, con un buon consiglio per riconoscere le cosiddette fake news), e devo dire che i 7 modi di disinformare descritti nell’immagine sintetizzano perfettamente gli scenari digitali in cui tutti noi ci possiamo trovare, e in cui non dobbiamo cadere.

Teneteli dunque a mente, date un’altra letta a questo mio post e…mi raccomando, occhio a dove piazzate il mouse (o le dita, nel caso in cui utilizziate in prevalenza dispositivi mobili)! 😉

 Andrea Cartotto

 Trainer Andrea

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